Jurij M. Lotman e la semiotica della cultura

1. La definizione semiotica di cultura Negli scritti che vanno dagli anni Sessanta al 1975 Lotman definisce la cultura come memoria:1 la cultura è concepita come la registrazione, nella memoria, di quanto è già stato vissuto dalla collettività. Più precisamente la cultura può essere definita quindi come “memoria non ereditaria della collettività” [Lotman e Uspenskij 1971: 43]. Pensata in questi termini, la cultura si delinea come un potente meccanismo per la conservazione dell’informazione che può includere testi scritti, immagini, strutture architettoniche, oggetti di varia natura, spazi urbani, ecc. Tuttavia Lotman dice chiaramente che la cultura non è un deposito statico d’informazione. La cultura conserva l’informazione e ne riceve di nuova in un continuo processo di codifica e decodifica di testi, messaggi, oggetti, pratiche che provengono da culture altre. Ne consegue che la cultura funziona sullo sfondo della noncultura, dove la non-cultura indica uno spazio culturale altro, dotato di codici diversi. L’attività culturale, secondo Lotman, consiste nel tradurre porzioni della non-cultura in una delle lingue della cultura, trasformandole in testi e introducendo questa nuova informazione nella memoria collettiva. Nei suoi aspetti dinamici la cultura assimila testi, li traduce nei suoi linguaggi, dialoga continuamente con la non-cultura producendo nuova informazione. La cultura è pensata quindi come una porzione, un’area chiusa sullo sfondo della non-cultura, ma è importante sottolineare che cultura e non-cultura sono ambiti reciprocamente condizionati che hanno bisogno l’uno dell’altro. La cultura ha bisogno del “caos esterno”, lo crea e lo annienta continuamente.

Dal punto di vista semiotico la cultura è definita come un sistema modellizzante secondario: i sistemi modellizzanti secondari sono quei sistemi che cercano di costruire un modello del mondo basandosi sul sistema linguistico («primario»); Lotman [1967] sostiene che un sistema modellizzante è caratterizzato da un insieme strutturato di elementi e di regole e per questo può essere considerato come una lingua: la struttura della lingua costituisce quindi il «modello» dei sistemi secondari poiché fornisce i principi essenziali della loro organizzazione. Del resto se la cultura è un generatore di strutturalità, poiché il suo lavoro fondamentale consiste nell’organizzare strutturalmente il mondo che circonda l’uomo,2 la lingua naturale secondo Lotman è il dispositivo stereotipante che permette di svolgere questo lavoro di strutturazione. Il linguaggio è dunque una “sorgente di strutturalità”,3 ma non è solo questo il motivo per cui viene concepito come sistema primario. Oggetti culturali come un quadro o una composizione musicale, una scultura o un mito, uno spazio urbano e una forma architettonica possono essere correlati solo mediante la lingua naturale, che anche per questa ragione viene definita sistema modellizzante primario. Secondo Lotman, quindi, la lingua naturale da un lato è un generatore di strutturalità, dall’altro è l’operatore fondamentale che consente la correlazione tra differenti sistemi segnici. Come hanno segnalato Pezzini e Sedda [2004], da un lato questa impostazione risente dei paradigmi linguistico-semiotici in voga negli anni Sessanta e Settanta, dall’altro è dettata da ragioni di opportunità, la lingua naturale avendo una sorta di sistematicità evidente che è stata studiata in modo particolarmente approfondito.

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 1 Lotman [1970b].
2 Lotman e Uspenskij [1971] ricordano infatti che la funzione dell’appropriamento culturale (da non ordinato a ordinato) sottintende una ricerca di sistematicità. Per organizzare il non organizzato la cultura (i) deve possedere un’alta capacità modellizzante e (ii) non deve automatizzarsi: il dinamismo della cultura esige infatti una continua attualizzazione del sitema codificante.
3 Lotman e Uspenskij [1971].
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Grande importanza emancipatoria viene attribuita al termine “cultura” da parte non solo delle Scienze sociali. Virtual habitat  Constatabile è che le forme umane di vita evolvono causando una dimensione extragenetica, artificiale, quindi culturale, del vivere associato. L’obiettivo del blog è quello di evidenziare vari passaggi storici ed antropologici nella trasformazione sociale che hanno generato la contemporaneità.

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